ATTENZIONE! Per il pagamento della TARI DI ROMA devi selezionare “AMA-Roma Capitale” con Codice CBILL 993R8 e non “Roma Capitale”

Di Comma22 | 15 Settembre, 2020

Categoria: News

Questo è l’avviso che appare da qualche giorno nella sezione pagamenti online di una delle maggiori banche italiane, vediamo che cosa è successo.

Come avevamo segnalato nel mese di agosto il Comune di Roma comunicava a più di centomila contribuenti la impossibilità di continuare a pagare la TARI (TAriffa RIfiuti) attraverso la domiciliazione bancaria.

La decisione era motivata dal passaggio della riscossione da AMA Spa al Comune di Roma Capitale, con il conseguente obbligo di utilizzare il circuito PagoPA; in realtà, le scelte effettuate da altre amministrazioni, come il Comune di Modena, dimostrano che la domiciliazione bancaria può benissimo coesistere con il passaggio a PagoPa. Si sarebbe trattato semplicemente di trasferire al Comune di Roma la titolarità delle deleghe rilasciate dai contribuenti alle banche. Troppo complicato? Si fa prima a scaricare tutto sui contribuenti, che per di più con la domiciliazione bancaria non pagavano commissioni e con PagoPa devono pagare una commissione per ogni versamento.

Come se non bastasse il “disguido” creato ai contribuenti che avevano scelto la domiciliazione bancaria, il Comune ha pensato bene di complicare la vita anche ai contribuenti che utilizzavano il pagamento on line con il MAV (acronimo improbabile di <pagamento Mediante AVviso>). Così al posto dei bollettini MAV sono stati inviati gli avvisi di pagamento PagoPA, (che però sui siti bancari devono essere compilati nella sezione CBILL).

Una volta individuate le modalità di pagamento, i contribuenti che hanno provato a inserire i dati evidenziati nell’avviso di pagamento PagoPA, che indicano come Ente creditore <ROMA CAPITALE> – si sono visti respingere il pagamento, con svariate formule, che comunque invitavano a chiedere chiarimenti all’Ente Creditore, Ente Creditore che,  però, non ha fornito alcun chiarimento sul malfunzionamento.

Di fronte alle numerose proteste, che hanno trovato riscontro anche in articoli di stampa, sono le banche che hanno pensato bene di aiutare i contribuenti con avvisi come quello riportato sopra, per chiarire che diversamente da quanto indicato nell’avviso di pagamento, va indicato come Ente Creditore <AMA SPA – Roma Capitale> o <AMA SPA> e non <Roma Capitale>. A testimoniare quanto sia contraddittorio l’avviso di pagamento basta leggere l’indicazione, come codice fiscale dell’Ente Creditore, del codice fiscale 05445891004, che è il codice fiscale di AMA Spa.

Non si trovano ancora indicazioni sul sito del Comune di Roma, che continua a non fornire spiegazioni dei disagi causati ai contribuenti romani. Restano da capire le reali motivazioni di così tanta noncuranza dei problemi creati ai contribuenti se, come sembra, nella pratica è AMA Spa che continua a riscuotere la TARI per conto del Comune di Roma.

ULTIMORA

Soltanto oggi, 22 settembre, il Comune di Roma ha ritenuto di pubblicare indicazioni per consentire a chi paga la TARI attraverso l’home banking di riuscire a effettuare il pagamento.
Il comunicato, anziché riconoscere che i bollettini inviati ai contribuenti romani contengono informazioni contraddittorie e scusarsi per i disagi creati a migliaia di contribuenti, afferma che ‘’occorre fare attenzione affinché si proceda al corretto inserimento dei dati’’ scaricando ancora una volta sugli utenti l’inefficienza della pubblica amministrazione.